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ultimo aggiornamento 04/06/2012
FAQ- redditi di lavoro dipendente
1. Tassazione redditi prodotti all’estero

D: Nel caso di reddito di lavoro dipendente prodotto in Svizzera per un periodo continuativo superiore a 183 giorni da persona fisica residente in Italia per conto di una società svizzera qual’è la tassazione e quali sono le modalità di calcolo dei redditi di lavoro dipendente.

R: La residenza fiscale in Italia impone l'assogettamento a tassazione del soggetto italiano sui redditi ovunque prodotti, sulla base di quanto disposto dall'art. 3 del TUIR. Tuttavia, in caso di redditi prodotti all'estero, con conseguente doppia imposizione, occorre verificare quanto disposto in sede convenzionale. Nel caso di specie la convenzione contro le doppie imposizioni Italia-Svizzera del 23/12/1978 n. 943, all'art. 15, in materia di redditi da lavoro subordinato, prevede che i redditi realizzati in uno stato diverso da quello di residenza, in linea di principio sono imponibili in entrambi gli stati.
In deroga a tale principio la convenzione prevede che le remunerazioni che un residente in Italia riceve in corrispettivo di una attività dipendente svolta in Svizzera sono imponibili soltanto in Italia se:
a) il soggetto soggiorna in Svizzera per un periodo o periodi che non oltrepassano in totale 183 giorni nel corso dell'anno fiscale considerato; e
b) le remunerazioni sono pagate da o a nome di un datore di lavoro che non è residente in Svizzera; e
c) l'onere delle remunerazioni non è soltanto da una stabile organizzazione o da una base fissa che il datore di lavoro ha in Svizzera.
Dal tenore del quesito, non ricorrendo tali ipotesi, i redditi in oggetto saranno dapprima tassati in Svizzera e successivamente dichiarati e tassati in Italia, con la possibilità ex art. 165 del TUIR di riportare in dichiarazione dei redditi un credito d'imposta per le imposte scontate in Svizzera su quel reddito a titolo definitivo.

D: Un cittadino italiano, ad oggi non iscritto all'Aire, dal 1° gennaio 2011 ha un anno ha un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato con una società francese.

L'attività lavorativa è prestata in via continuativa in Francia ove trascorre la maggior parte del tempo in un'abitazione in affitto con contratto pagato e intestato alla società francese.
In Italia risulta unicamente titolare, in qualità di conduttore, di un contratto di affitto immobiliare in cui soggiorna saltuariamente. Posto che l'art. 2 del Tuir cita una presunzione di residenza ("si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo di imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente") ma che dispone di un'abitazione permanente in Francia è corretto considerarlo residente in Francia e quindi pagare le tasse unicamente in Francia?

R: Il fatto che il soggetto non si sia cancellato dall'anagrafe tributaria italiana e iscritto all'AIRE lo fa presumere residente ai fini fiscali in Italia.
La disponibilità di un'abitazione in entrambi i paesi non è significativo nel senso che bisogna dimostrare la permanenza per più di 183 giorni (anche non continuativi) al di fuori del territorio dello stato.

Se tale dimostrazione non è possibile il soggetto, per l’anno 2011, sarà considerato residente in Italia e i redditi da lavoro dipendente saranno tassati sia in Francia che in Italia, riconoscendo un credito d'imposta per le imposte pagate in Francia a titolo definitivo.

2. Detassazione al 10% degli elementi premiali dei redditi di lavoro dipendente

D: Quali sono le condizioni per l’applicazione della detassazione?

R: Le condizioni per la detassazione degli elementi premiali della retribuzione con l’imposta sostitutiva del10% sono:


    1) limite reddito di lavoro dipendente (inclusi i redditi di pensione) percepito nel 2010 pari a € 40.000, al lordo degli importi detassati nello stesso anno;

    2) limite reddito (lordo) detassabile pari a € 6.000;

    3) “presupposto sostanziale”: correlazione tra le retribuzioni premiali e il perseguimento della finalità di apporto di “elementi positivi” per l’impresa (perseguimento incrementi produttività, qualità, innovazione, redditività, competitività, etc.);

    4) “presupposto contrattuale”: erogazione in attuazione di accordi o contratti collettivi di secondo livello, aziendali o territoriali, anche preesistenti, purché efficaci; accordi in forma libera, ma il datore ne deve fornire prova su richiesta indispensabile la forma scritta;

    5) attestazione nel CUD delle condizioni dei punti 3) e 4).


D: Da quale data può essere applicata la detassazione?

R: Il datore di lavoro può applicare l’imposta sostitutiva alle somme erogate a partire dalla data di stipula dell’accordo o contratto collettivo territoriale o aziendale, osservando l’ordinario principio di cassa, ed in attuazione del contratto stesso; ciò a prescindere dal fatto che l’accordo possa prevedere la retroattività delle disposizioni al 1˚ gennaio.

D: E’ possibile stipulare accordi aziendali in forma orale?

R: Ai fini dell’applicazione della detassazione sono validi gli accordi o contratti collettivo di secondo livello, aziendali o territoriali (non contemplate le erogazioni sulla base dei soli accordi o contratti collettivi nazionali di lavoro, né di accordi individuali datore-dipendente) anche in forma orale, salvo l’onere della prova su richiesta dell’Amministrazione Finanziaria ma è opportuna in ogni caso la forma scritta E’ possibile stipulare nuovi accordi o di integrare quelli esistenti recependo i contenuti propri della contrattazione collettiva nazionale.

D:Lo svolgimento del lavoro a turni di tipo “ordinario” è detassabile?

R:L’agenzia delle entrate ha affermato che l’organizzazione di lavoro su turni, anche notturni rappresenta una forma di efficienza organizzativa alla quale l’azienda ricollega il perseguimento di risultati positivi intermini di incremento di produttività. Quindi, già l’Agenzia delle entrate spiega che lavorare a turni notturni è di per sé una forma di efficienza organizzativa (si veda risoluzione n. 83/2010/, circolari n. 47/2010 e 48/2010). Pertanto, pur trattandosi di una forma di organizzazione a turni di tipo “ordinario”, anche in questo caso si ritiene che ragionevolmente tutte le ore notturne possano essere detassate, indipendentemente dalla frequenza o dalla periodicità/storicità di tale organizzazione.

3. Ticket compliments

D:Gli omaggi ai dipendenti di buoni acquisto costituiscono reddito di lavoro dipendente tassabile?

R: I buoni acquisto sono titoli rappresentativi di beni. L’articolo 51 del Tuir prevede che non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati se complessivamente di importo non superiore nel periodo d’imposta a euro 258,23; pertanto se la somma di tutti i valori (fringe benefits) non supera tale importo anche i buoni acquisto non sono soggetti a tassazione.

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