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ultimo aggiornamento 01/08/2015
PARTE V - MODALITÀ DI ATTUAZIONE E DI CONTROLLO
Confindustria Verona, nel rispetto della normativa vigente e nell’ottica della pianificazione e della gestione delle attività, adotta misure organizzative, gestionali, sanzionatorie e disciplinari volte a prevenire e a perseguire comportamenti illeciti o comunque contrari alle regole del Codice da parte di qualunque soggetto che agisca per conto dell’Associazione, nonché dei principali interlocutori esterni.

5.1 Prevenzione

      Nell’ottica di prevenire comportamenti non conformi a Codice Etico e dei Valori associativi, in ragione dell’articolazione delle attività e della complessità organizzativa, Confindustria Verona adotta un sistema di deleghe di poteri e funzioni, prevedendo in termini espliciti e specifici l’attribuzione degli incarichi a persone dotate di idonea capacità e competenza.

      In relazione all’estensione dei poteri delegati, Confindustria Verona adotta ed attua protocolli, nell’ambito del Modello di organizzazione e gestione ex D. lgs. n. 231/2001, che prevedono misure idonee a garantire lo svolgimento delle attività nel rispetto della legge e delle regole di comportamento del Codice, nonché a scoprire ed eliminare tempestivamente le situazioni di rischio.

5.2 Controlli: l’Organismo di Vigilanza
      Confindustria Verona adotta specifiche modalità di controllo della conformità dei comportamenti di chiunque agisce per l’Associazione, o nel suo ambito, alle previsioni della normativa vigente ed alle regole di comportamento del Codice.

      In particolare, il controllo sui rispetto del Codice è affidato all’Organismo di Vigilanza (di seguito, anche “OdV”) previsto e creato nell'ambito del Modello organizzativo ex D. lgs. n. 231/2001.

      L’OdV di Confindustria Verona provvede:

      a) a verificare la diffusione e la conoscenza del Codice presso tutto il personale di Confindustria Verona, promuovendone i principi presso la base associativa e tutti i primari interlocutori esterni quali, ad esempio, fornitori, consulenti, partners, che, pur in assenza di vincoli organici o di subordinazione con l’Associazione, intrattengano con la medesima stabili e significativi rapporti;
        b) a rivedere periodicamente i contenuti del Codice, al fine di proporre adeguamenti e migliorie alla Presidenza/Direzione di Confindustria Verona;
          c) a fornire attività di supporto all'interpretazione del Codice;

          d) a verificare, controllare e valutare i casi di violazione del Codice, nonché a comunicare le suddette violazioni alle Presidenza/Direzione di Confindustria Verona al fine dell'applicazione di provvedimenti sanzionatori, ivi compresi i provvedimenti disciplinari, nei rispetto delle vigenti leggi;

          e) a proteggere ed assistere chiunque segnali comportamenti non conformi al Codice, tutelandoli da pressioni, intimidazioni, ritorsioni e garantendo la riservatezza della loro identità o delle informazioni da loro comunicate, secondo quanto previsto nel Modello organizzativo ex D. lgs. n. 231/2001;

          f) a riferire periodicamente alla Direzione di Confindustria Verona sullo stato di attuazione del Codice.

          Tutti gli Organi di Confindustria Verona, i collaboratori ed i terzi che agiscono per conto dell’Associazione, a qualsiasi titolo, sono tenuti a prestare la massima collaborazione nel favorire lo svolgimento delle funzioni attribuite all’Organismo di Vigilanza, provvedendo a trasmettere allo stesso, senza indugio, ogni informazione necessaria per la sua attività di monitoraggio e verifica.

          In relazione ai destinatari dell’obbligo di informazione nei confronti dell’OdV, con riferimento, in particolare, ai collaboratori, tale obbligo è rivolto, innanzitutto, a tutte le Aree, Uffici e funzioni di Confindustria Verona a rischio reato e, più in generale, a tutto il personale dipendente, che è tenuto ad osservare le prescrizioni di cui al paragrafo 4.4.
          Le informazioni rilevanti per OdV devono essere comunicate direttamente a questo Organo e per iscritto, anche in forma anonima. L’OdV è tenuto a trattare le segnalazioni pervenute con la dovuta riservatezza, rivelandone il contenuto ed eventualmente l’autore solo laddove ciò sia effettivamente indispensabile, nell’ottica di prevenire ulteriori violazioni o illeciti.

      5.3 Sanzioni
          Le violazioni delle disposizioni e dei principi stabiliti nel Codice da parte del personale dipendente, nonché degli obblighi informativi sopra menzionati nei confronti dell’Organismo di Vigilanza, costituiscono inadempimento alle obbligazioni derivanti dal rapporto di lavoro ex artt. 2104 e 2105 C.C. (obblighi in termini di diligenza e fedeltà del prestatore di lavoro nei confronti del proprio datore), nonché illecito disciplinare. Simili violazioni ledono, infatti, il rapporto di fiducia instaurato con l’Associazione e possono, di conseguenza, comportare azioni disciplinari, a prescindere dall’eventuale instaurazione di un giudizio penale nei casi in cui il comportamento costituisca reato.
          Nel caso di concorso fra disposizioni di legge e contrattuali e disposizioni contenute nel Codice, tutte le disposizioni trovano comunque applicazione; nell'ipotesi in cui il concorso di disposizioni non sia possibile, trova applicazione la disposizione più severa.

          Ai collaboratori subordinati di Confindustria Verona, sia in qualità di soggetti sottoposti, che in qualità di soggetti apicali, si applica il CCNL dei lavoratori dell’industria metalmeccanica privata, integrato dal Regolamento interno, e di conseguenza, i provvedimenti disciplinari applicabili, di seguito riportati, sono quelli previsti dagli artt. 18, 23 e seguenti dello stesso CCNL:

          a) richiamo verbale;

          b) ammonizione scritta;

          c) multa non superiore a tre ore di retribuzione oraria calcolata sul minimo tabellare;

          d) sospensione dal lavoro e dalla retribuzione fino ad un massimo di tre giorni;

          e) licenziamento per mancanze.
          Tali sanzioni, portate a conoscenza di tutti i lavoratori in conformità a quanto previsto dall’art. 7 della L. n. 300/1970, vengono comminate sulla base del rilievo che assumono le singole fattispecie considerate e vengono proporzionate in ragione dei seguenti criteri:

          · gravità delle violazioni commesse;

          · mansione, ruolo, responsabilità e autonomia del dipendente (in qualità di soggetto sottoposto o di soggetto apicale);

          · prevedibilità dell’evento;

          · intenzionalità del comportamento o grado di negligenza, imprudenza o imperizia;

          · comportamento complessivo dell’autore della violazione, con riguardo alla sussistenza o meno di precedenti disciplinari;

          · altre particolari circostanze che caratterizzino la violazione.
          Al fine di esplicitare preventivamente come nel concreto vengono applicati i suddetti i criteri di correlazione tra le violazioni dei lavoratori e i provvedimenti disciplinari adottati, si precisa che:

          · incorre nei provvedimenti disciplinari conservativi il dipendente che:

          - violi le procedure interne o tenga un comportamento non conforme alle prescrizioni del Codice e alle regole comportamentali contenute nel Modello organizzativo ex D. lgs. n. 231/2001 (ad esempio, che non osservi le procedure prescritte, ometta di dare comunicazione all’Organismo di Vigilanza delle informazioni prescritte, ometta di svolgere controlli, etc.) o adotti, nell’espletamento di attività nelle Aree o Uffici ritenuti a rischio, un comportamento non conforme alle prescrizioni contenute nel predetto Modello, dovendosi ravvisare in tali comportamenti una non esecuzione degli ordini impartiti dall’Associazione;

          · incorre nei provvedimenti disciplinari risolutivi il dipendente che:

          - adotti, nell’espletamento delle attività nelle aree ritenute a rischio da Confindustria Verona, un comportamento non conforme alle prescrizioni contenute nel Modello organizzativo ex D. lgs. n. 231/2001 e nel Codice, diretto in modo univoco alla commissione di un reato sanzionato dalla citata normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti e società, dovendosi ravvisare in tale comportamento un’infrazione alla disciplina e alla diligenza nel lavoro, talmente grave da ledere la fiducia dell’Associazione nei confronti del dipendente stesso;

          - adotti, nello svolgimento delle attività riconducibili alle Aree o Uffici a rischio, un comportamento che si ponga palesemente in contrasto con le prescrizioni contenute nel Modello organizzativo ex D. lgs. n. 231/2001 e nel Codice, tale da determinare la concreta applicazione, a carico di Confindustria Verona, delle misure previste dalla citata normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti e società, dovendosi ravvisare in tale comportamento un atto che provoca all’Associazione grave nocumento morale e materiale che non consente la prosecuzione del rapporto, neppure in via temporanea.

          Si intende che Confindustria Verona non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore, senza avergli preventivamente contestato l'addebito e senza averlo sentito a sua difesa.

          Salvo che per il richiamo verbale, la contestazione deve essere effettuata per iscritto ed i provvedimenti disciplinari non potranno essere comminati prima che siano trascorsi cinque giorni, nel corso dei quali il lavoratore potrà presentare, anche verbalmente, le sue giustificazioni.

          In assenza di alcun provvedimento comminato entro i sei giorni successivi alla presentazione di queste giustificazioni da parte del lavoratore, le stesse si devono ritenere accolte. La comminazione del provvedimento disciplinare deve essere motivata e comunicata per iscritto.

          I provvedimenti disciplinari individuati dalle suddette lettere b), c) e d) possono essere impugnati dal lavoratore secondo le norme di legge e contrattuali vigenti.

          I provvedimenti disciplinari risalenti a più di due anni dalla loro comminazione si considerano privi di alcun effetto nei confronti del lavoratore.

          Nel caso in cui la violazione del Codice sia commessa da un collaboratore di Confindustria Verona non soggetto ad alcun vincolo di subordinazione (collaboratore coordinato continuativo o collaboratore “a progetto”), da un fornitore o da un consulente, verrà valutata a fini sanzionatori, in relazione alla gravità della mancanza, l’opportunità di rescindere il rapporto in essere o di non rinnovarlo alla scadenza, facendo valere clausole risolutive espresse appositamente previste, fermo restando il diritto dell’Associazione all’eventuale azione giurisdizionale per ottenere il risarcimento del danno subito.

          Nel caso in cui la violazione dei principi etici e delle regole di condotta contenuti nel Codice sia ascrivibile ad un Associato, la disciplina sanzionatoria applicabile è quella prevista dallo Statuto di Confindustria Verona, che fa riferimento al Codice Etico confederale, a cui anche il presente documento si ispira.
      Indice
      Sezione precedente: Parte IV – Codice di condotta
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