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Aggiornato il 02/25/2010

Performance in Lighting, ordinativi in aumento e 2010 di consolidamento

Ordinativi in buon aumento. Non è la fine dei problemi, ma dà fiducia dopo 15 mesi di recessione, crisi e stagnazione globale e preoccupazione veronese per il Gruppo Pil, Performance in lighting, di Colognola ai Colli, sul mercato con i marchi Prisma, Prisma Architectural. Sbp e Klewe, con articoli tecnici di illuminazione.
Il fatturato 2009 dovrebbe attestarsi su 120 milioni di euro, con l’acquisizione del 74,9% del gruppo tedesco Spittler, azienda attiva nella produzione, assemblaggio e dristribuzione di articoli per illuminazione da interni. Nel 2008, fatturato a 113 milioni, Pil aveva acquisito il 100% del gruppo belga Ed-Dis. Per il 2010 non sono all’orizzonte nuove acquisizioni, ma il consolidamento produttivo e l’espansione commerciale della galassia composta da 14 società negli Usa, in Francia, nel Regno Unito, in Germania, Spagna, Polonia, Olanda, Belgio e Cina. Complessivamente il gruppo dà lavoro a 470 persone, 170 delle quali a Colognola, 150 a Bergamo in quello della Sbp, una settantina in Belgio a altre 30 in Francia.
Merito della tenuta e della ripresa in atto va al lavoro di squadra del gruppo guidato da Giorgio Lodi, presidente e ad, e negli investimenti in formazione e nella ricerca di nuovi prodotti. Uno degli artefici è Roberto Fiorato, designer e art director del gruppo , dal 1973 accanto alla famiglia Lodi, prima a Torino con Vetrerie Lodi, poi con Vetrerie Riunite e infine con Prisma, azienda centrale nel «sistema Pil».


Roberto Fiorato


«La managerizzazione dell’impresa e la specializzazione degli addetti hanno un ruolo fondamentale e la proprietà ha gestito al meglio le risorse umane», afferma Fiorato che ha disegnato per Pil la maggior parte dei prodotti, circa 150 serie di apparecchi, «I prodotti sono indifferentemente utilizzati in Europa, Usa , Medioriente e Asia. Prisma ha seguito nel tempo l'evoluzione di nuovi materiali e delle fonti luminose sempre più performanti, investendo nella ricerca per il risparmio energetico, Tutto ciò ha comportato un adattarsi del design dei prodotti alle nuove esigenze», precisa Fiorato, «senza però sacrificare l'estetica a favore della funzionalità».
Anche Pil, che ogni hanno produce e spedisce in tutto il mondo tre milioni di apparecchi, ha avuto problemi di tutela del made in Italy. «In più di un’occasione l’azienda ha dovuto ricorrere ad azioni legali per tutelare la proprietà industriale e commerciale. Ogni volta abbiamo vinto, ma tutto ciò ha comunque comportato perdite di tempo e di energie».


(Articolo tratto da L'Arena del 18 novembre 2009)


 


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