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Ufficio Fisco e diritto d'impresa

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ultimo aggiornamento 11/13/2014
Principali faq in materia di agenti e rappresentanti
1. Quali sono i termini di preavviso per la risoluzione del mandato di agenzia?

In caso di risoluzione di un rapporto a tempo indeterminato, la parte recedente dovrà darne comunicazione scritta all'altra parte con un preavviso della seguente misura:

A. Agente o rappresentante non impegnato in esclusiva per una sola ditta

- tre mesi per i primi tre anni di durata del rapporto;
- quattro mesi nel quarto anno di durata del rapporto;
- cinque mesi nel quinto anno di durata del rapporto;
- sei mesi di preavviso, dal sesto anno in poi.

    B. Agente o rappresentante impegnato in esclusiva per una sola ditta
    - cinque mesi per i primi cinque anni di durata del rapporto;
    - sei mesi per gli anni dal sesto all'ottavo anno;
    - otto mesi dal nono anno di durata del rapporto in poi.
      In caso di recesso da parte dell'agente o rappresentante, la durata del preavviso sarà di cinque o di tre mesi, a seconda che l'agente sia impegnato o meno ad esercitare la sua attività in esclusiva per una sola ditta, indipendentemente dalla durata complessiva del rapporto.Ai fini del computo della misura del preavviso dovuto, si farà riferimento alla durata complessiva del rapporto, intendendosi il periodo intercorso dalla stipula del contratto fino al momento di ricevimento della comunicazione di recesso. Le parti convengono che la scadenza del periodo di preavviso possa coincidere con uno qualsiasi dei giorni di calendario, in rapporto alla data di effettiva ricezione della comunicazione di recesso e comunque nel rispetto della durata del preavviso di cui ai commi che precedono. Ove la parte recedente, in qualsiasi momento, intenda porre fine con effetto immediato al rapporto, essa dovrà corrispondere all'altra parte, in sostituzione del preavviso, una somma a titolo di risarcimento pari a tanti dodicesimi delle provvigioni liquidate nell'anno solare precedente (1° gennaio - 31 dicembre) quanti sono i mesi di preavviso dovuto ovvero una somma a questa proporzionale, in caso di esonero da una parte del preavviso. Qualora il rapporto abbia avuto inizio nel corso dell'anno solare precedente, saranno conteggiati i successivi mesi dell'anno in corso per raggiungere i dodici mesi di riferimento. Ove più favorevole, la media retributiva per la determinazione dell'indennità di cui trattasi sarà calcolata sui dodici mesi immediatamente precedenti la comunicazione di recesso. Qualora il rapporto abbia avuto una durata inferiore a dodici mesi, il detto computo si effettuerà in base alla media mensile delle provvigioni liquidate durante il rapporto stesso. L'importo sostitutivo del preavviso va computato su tutte le somme corrisposte in dipendenza del contratto di agenzia, anche se a titolo di rimborso o concorso spese.La parte che ha ricevuto la comunicazione di recesso può rinunciare in tutto o in parte al preavviso, senza obbligo di corrispondere la somma di cui al comma che precede, entro trenta giorni dal ricevimento della predetta comunicazione. Durante la prestazione in servizio del preavviso, il rapporto prosegue regolarmente, con tutti i diritti e gli obblighi connessi al mandato.

      2. E’ possibile prevedere un compenso fisso nel contratto di agenzia?

      Il compenso dell’attività dell’agente deve essere in forma provvigionale. Nel caso sia previsto contrattualmente un compenso in misura fissa lo stesso dovrà essere previsto limitatamente al periodo iniziale del contratto per coprire le spese di avvio dell’attività nella zona di affidamento dell’incarico. Si precisa, inoltre, che tale forma di compenso non deve comunque essere di importo superiore a quello delle provvigioni spettanti all’agente.

      3. E’ possibile modificare la zona o i prodotti affidati all’agente?

      Le variazioni di territorio, clientela,prodotto e della misura delle provvigioni, esclusi i casi di lieve entità (intendendosi per lieve entità le riduzioni, che incidano fino al cinque per cento del valore delle provvigioni di competenza dell'agente o rappresentante nell'anno civile precedente la variazione, ovvero nei dodici mesi antecedenti la variazione, qualora l'anno precedente non sia stato lavorato per intero), possono essere realizzate previa comunicazione scritta all'agente o al rappresentante da darsi almeno due mesi prima (ovvero quattro mesi prima per gli agenti e rappresentanti impegnati ad esercitare la propria attività esclusivamente per una sola ditta), salvo accordo scritto tra le parti per una diversa decorrenza. Qualora queste variazioni siano di entità tale da modificare sensibilmente il contenuto economico del rapporto (intendendosi per variazione sensibile le riduzioni superiori al venti per cento del valore delle provvigioni di competenza dell'agente nell'anno civile precedente la variazione, ovvero nei dodici mesi antecedenti la variazione, qualora l'anno precedente non sia stato lavorato per intero), il preavviso scritto non potrà essere inferiore a quello previsto per la risoluzione del rapporto. Qualora l'agente o rappresentante comunichi, entro trenta giorni, di non accettare le variazioni che modifichino sensibilmente il contenuto economico del rapporto, la comunicazione del preponente costituirà preavviso per la cessazione del rapporto di agenzia o rappresentanza, ad iniziativa della casa mandante. L'insieme delle variazioni di lieve entità apportate in un periodo di dodici mesi sarà da considerarsi come unica variazione, per l'applicazione del presente articolo 2, sia ai fini della richiesta del preavviso di due o quattro mesi, sia ai fini della possibilità di intendere il rapporto cessato ad iniziativa della casa mandante.

      4. In quale misura spetta l’indennità di risoluzione di rapporto ad un agente?

      L’art. 1751 c.c. dispone che:

      All'atto della cessazione del rapporto, il preponente è tenuto a corrispondere all'agente un'indennità se ricor-rono le seguenti condizioni:
      · l'agente abbia procurato nuovi clienti al preponente o abbia sensibilmente sviluppato gli affari con i clienti esistenti e il preponente riceva ancora sostanziali vantaggi derivanti dagli affari con tali clienti;
      · il pagamento di tale indennità sia equo, tenuto conto di tutte le circostanze del caso, in particolare delle provvigioni che l'agente perde e che risultano dagli affari con tali clienti.
      L'indennità non è dovuta:
      · quando il preponente risolve il contratto per un'inadempienza imputabile all'agente, la quale, per la sua gravità non consenta la prosecuzione anche provvisoria del rapporto;
      · quando l'agente recede dal contratto, a meno che il recesso sia giustificato da circostanze attribuibili al preponente o da circostanze attribuibili all’agente quali età, infermità o malattia, per le quali non può più essergli ragionevolmente chiesta la prosecuzione dell’attività;
      · quando, ai sensi di un accordo con il preponente, l'agente cede ad un terzo i diritti e gli obblighi che ha in virtù del contratto d'agenzia.

      L'importo dell'indennità non può superare una cifra equivalente ad un'indennità annua calcolata sulla base della media annuale delle retribuzioni riscosse dall'agente negli ultimi cinque anni e, se il contratto risale a meno di cinque anni, sulla media del periodo in questione. La concessione dell'indennità non priva comunque l'agente del diritto all'eventuale risarcimento dei danni.
      Le disposizioni di cui al presente articolo sono inderogabili a svantaggio dell'agente.
      L'indennità è dovuta anche se il rapporto cessa per morte dell'agente.

      L’accordo Economico Collettivo 20 marzo 2002 del settore industria prevede, agli articoli 10 e 11, di dare piena ed esaustiva applicazione all'art. 1751 cod. civ., anche in riferimento alle previsioni dell’art. 17 della Direttiva CEE n. 86/653, individuando precise modalità e criteri applicativi di determinazione della misura dell'indennità e introduce nel contempo condizioni di miglior favore per gli agenti e rappresentanti di commercio, sia per quanto riguarda i requisiti per il riconoscimento dell'indennità, sia per ciò che attiene al limite massimo dell'indennità, stabilito dal terzo comma del predetto art. 1751 cod. civ. L'indennità in caso di scioglimento del contratto va computata su tutte le somme, comunque denominate, percepite dall'agente nel corso del rapporto, nonché sulle somme per le quali, al momento della cessazione del rapporto, sia sorto il diritto al pagamento in favore dell'agente o rappresentante, anche se le stesse non siano state in tutto o in parte ancora corrisposte.L’indennità è composta da due emolumenti:

      · l'uno, denominato indennità di risoluzione del rapporto, (f.i.r.r.) viene riconosciuto all'agente o rappresentante in tutte le ipotesi di cessazione, tranne i casi di scioglimento giustificato da ritenzione indebita di somme di spettanza del preponente o nei casi di concorrenza sleale in violazione del vincolo di esclusiva. L’indennità spetta anche se non ci sia stato da parte dell’agente alcun incremento della clientela e/o del fatturato, e risponde principalmente al criterio dell'equità;

      · l'altro, denominato indennità suppletiva di clientela, è invece collegato all'incremento della clientela e/o del fatturato e intende premiare essenzialmente la professionalità dell'agente o rappresentante.L’indennità spetta in tutti i casi di cessazione del rapporto che non siano dovuti a fatto o colpa dell’agente. In aggiunta all’indennità di clientela sarà riconosciuta all’agente un’ulteriore somma a condizione che, allo scioglimento del contratto, l’agente abbia aumentato i clienti del preponente o abbia sensibilmente sviluppato il volume di affari, in modo da procurare al preponente sostanziali vantaggi anche dopo la cessazione del rapporto.

      Tale formulazione dovrebbe evitare o comunque ridurre il contenzioso giudiziario, che si era avuto sull'applicazione della disciplina collettiva in tema di indennità di scioglimento del contratto di agenzia e che aveva condotto, in alcuni casi specifici, alla disapplicazione, ad opera del giudice, delle disposizioni collettive, per un loro asserito contrasto non tanto con precise disposizioni inderogabili di legge, quanto con lo “spirito” della norma dell’art. 1751.

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