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Notizia n. VR17.1293 - del 10/02/2017
FONDO CENTRALE DI GARANZIA PMI: NUOVO MODELLO DI RATING E COPERTURE DI GARANZIA

In breve

Dal 14 giugno scorso è operativo il nuovo modello di valutazione delle PMI che richiedono, tramite banche o confidi, il rilascio di una garanzia al Fondo Centrale. Per il momento il modello viene utilizzato in maniera ufficiale solamente nella valutazione delle operazioni di Finanziamento “Nuova Sabatini” ma ad inizio 2018 sostituirà integralmente il precedente modello di scoring.

Approfondimenti

Soggetto erogatoreFondo Centrale di Garanzia
DestinatariPMI
Avvio14 giugno 2017
Riferimenti NormativiDecreto MISE 6 marzo 2017 (G.U. 7 luglio 2017)
Scopo dell’intervento normativoModernizzare lo strumento di valutazione del rischio di credito assunto dal Fondo


Modifiche al regolamento del Fondo

Il Decreto del MISE ha stabilito che il Fondo cominciasse ad utilizzare un nuovo modello di valutazione del merito di credito per accedere alla garanzia statale. Questo nuovo modello di rating è stato elaborato all’interno del Fondo Centrale di Garanzia con specifico progetto e nel 2017 verrà utilizzato solo a fini sperimentali, per la valutazione di tutte le pratiche. Per tutte le valutazioni ufficiali infatti continuerà a valere il precedente modello di scoring.
Il Decreto fissa dal 1 gennaio 2018 la prima data utile per la migrazione ufficiale e definitiva al nuovo modello, non appena il Fondo avrà terminato la fase di sperimentazione nella quale potrebbe avvenire qualche minima attività di manutenzione e affinamento finale del sistema.
Nel frattempo, dal 14 giugno 2017, il modello di rating viene utilizzato ufficialmente a fini operativi per tutte le richieste collegate alla misura agevolativa “Nuova Sabatini” che pertanto da quella data hanno già abbandonato la precedente metodologia basata sullo scoring.

Il Fondo ha ritenuto opportuna questa apparente asimmetria di applicazione per avviare un utilizzo concreto ed ufficiale solo su un numero limitato di casi gestiti dal Fondo, appunto derivanti dalla misura “Nuova Sabatini”, rispetto alla moltitudine di richieste annuali che pervengono complessivamente in valutazione.


Le novità rispetto al modello precedente

Il precedente modello di scoring valutava il rischio di credito dell’azienda che richiedeva la garanzia esclusivamente attraverso l’analisi dei risultati di bilancio, attribuendo un punteggio a determinati indicatori di performance. Questa metodologia, dal punto di vista scientifico, è decisamente poco evoluta e meno attendibile di strumenti valutativi di tipo statistico, che individuano gli elementi che si sono manifestati con ricorrenza nei casi di insolvenza aziendale e che vengono di conseguenza considerati “predittivi”.
Questa seconda tipologia di approcci consente di attribuire ad ogni azienda la cosiddetta Probabilità di Insolvenza (PD Probability of Default) che esprime in un rapporto percentuale, quante aziende non saranno in grado di onorare i propri impegni nell’arco di 12 mesi.


Il nuovo modello

Il nuovo modello indaga tre distinte aree:
    - ECONOMICO FINANZIARIA: analizza i risultati dell’ultimo bilancio aziendale;
    - ANDAMENTALE: analizza la situazione degli utilizzi bancari attraverso le banche dati CRIF o CRBI;
    - PREGIUDIZIEVOLI: verifica la sussistenza di importanti eventi predittivi dell’insolvenza aziendale.
I risultati di queste tre analisi generano un giudizio sintetico (Classe di valutazione) sull’azienda che viene ricondotto ad una Fascia di valutazione. Le Fasce sono state costruite sulla base delle analisi statistiche dei crediti che il Fondo Centrale ha in portafoglio: sono state individuate delle soglie di interruzione fra l’una e l’altra in modo da ottenere la percentuale massima di insolvenza di ciascuna:

CLASSE DI VALUTAZIONE
FASCIA DI VALUTAZIONE
PROBABILITA’ DI INADEMPIMENTO
AREA
1
1
0,12%
SICUREZZA
2
2
1,02%
SOLVIBILITA’
3
4
5
3
3,62%
VULNERABILITA’
6
7
8
4
9,43%
PERICOLOSITA’
9
10
11
5
>9,43%
RISCHIOSITA’
12

Le aziende in Fascia 5 non saranno ammissibili alla garanzia/controgaranzia del Fondo.


Nuove copertura di garanzia

Con il nuovo modello cambia anche la percentuale di garanzia offerta dal Fondo ai richiedenti, che viene modulata sulla base del rating, in modo da assicurare alle aziende che hanno maggiori difficoltà di accesso al credito una percentuale significativamente più alta di copertura, che va progressivamente a diminuire col migliorare della classe assegnata (1).
Questo meccanismo consentirà una redistribuzione progressiva delle risorse a vantaggio delle controparti che hanno effettivamente maggiore esigenza di ricorrere al Fondo per accedere al credito in forme e prezzi accessibili, in quanto contraddistinte da standing creditizi medio-bassi.
Tuttavia, consentirà comunque di non impegnare risorse pubbliche su controparti che non sono considerate economicamente “sane”, limitando il rischio di escussione per insolvenza. Dalle analisi del Fondo comunque queste aziende rappresentano una contenuta minoranza dell’ampia platea di utilizzatori (cca 8% delle PMI italiane).
Ci sarà grande maggiore disponibilità di garanzia anche per i finanziamenti destinati ad investimenti e verrà rilanciato il ruolo dei confidi, non solo attraverso una rimodulazione delle percentuali di garanzia concesse nelle operazioni di controgaranzia e riassicurazione, ma anche con l’inserimento di nuove forme di intervento. L’aspettativa è che questa nuova complessiva impostazione dei regolamenti del Fondo conduca ad un maggior grado di controllo dei rischi complessivi, oltre che maggiore “responsabilizzazione” e “selezione” nell’uso dello strumento da parte delle banche e dei confidi, consentendo di evitare approcci eccessivamente speculativi e meramente commerciali.


Verifica del rating e le percentuali di garanzia

E’ opportuno che tutte le aziende che godono della garanzia del Fondo, indipendentemente dalla forma tecnica e durata, siano allinea te sul giudizio che il nuovo modello gli assegna, e non solo per progettare consapevolmente le nuove richieste di finanza al sistema bancario, sia di breve che di lungo termine (2).
In particolare è necessario che le aziende che già oggi godono della garanzia del Fondo per linee a scadenza commerciali, normalmente di durata breve, sia in forma diretta che indiretta (per il tramite di un consorzio fidi) verifichino il giudizio che gli viene assegnato con il nuovo modello. Queste PMI devono essere infatti consapevoli di quanto il Fondo ridurrà la garanzia sugli affidamenti concessi al momento del prossimo rinnovo, per agire tempestivamente in modo da gestire la relazione con la banca o col consorzio e negoziare attivamente potenziali aumenti delle condizioni.
Questa considerazione è confermata dai dati aggiornati dell’operatività del Fondo (3).
Oltre il 33% dei finanziamenti erogati con garanzia statale su base nazionale è un’operazione finanziaria di breve termine che pertanto, al momento del rinnovo nel corso del 2018, risentirà dell’applicazione del nuovo modello di valutazione (4).
Le analisi finora effettuate dal Fondo sull’attuale portafoglio crediti utilizzando il nuovo modello hanno evidenziato una distribuzione che dovrebbe comportare indicativamente:
      - per cca un 24% delle aziende con fidi a breve una riduzione della copertura di garanzia che si aggirerà fra il 30% - 50% dell’importo precedentemente concesso (la copertura passa infatti dal 60% al 30-40%).
    - per cca il 44% la riduzione sarà più contenuta ma supererà comunque il 15% (dal precedente 60% al 50%).

Tagli di questa entità nella garanzia statale possono concretamente determinare la riduzione dell’importo di fido concesso dalla banca in sede di rinnovo.


NOTE
    (1) Si vedano Tabelle allegate
    (2) Il Fondo Centrale di Garanzia ha messo a disposizione un portale on line in cui la PMI può verificare il proprio rating. E’ necessario accreditarsi e poi caricare tutti i dati richiesti da ciascuna delle tre aree di indagine: bilancio, CRBI/CRIF, eventi pregiudizievoli. (https://www.mcc.it/rating/)
    (3) Si veda allegato Report Operatività FCG a giugno 2017
    (4) Il Veneto ottiene dal sistema bancario finanziamenti per cca 1,08 MLD di euro attraverso la garanzia dello Stato, il 12,6% del totale nazionale. Cca 316 mil/euro sono finanziamenti a breve termine.

Allegati

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