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ultimo aggiornamento 09/15/2020
Italia: risalita incompleta per la domanda bassa. Molti mercati esteri ancora frenati dalla pandemia - Luglio 2020
In Italia, nonostante il rimbalzo, la risalita è incompleta e l’attività ancora compressa: la domanda interna è fredda, l’export in parziale risalita, il mercato del lavoro debole. L’Eurozona è in recupero, gli spread sovrani in calo anche grazie alla nascita del Recovery Fund. Molti mercati esteri sono ancora frenati dalla pandemia, il commercio mondiale resta difficile, con luci e ombre negli USA e la Cina in debole ripartenza.
L'economia italiana in breve

Che tipo di rimbalzo? Siamo all’inizio del trimestre, il 3°, che farà registrare una variazione positiva del PIL italiano, dopo il minimo della recessione nel 2°. I dati sull’andamento a luglio sono pochi, ma una risalita è stata a fatica avviata a maggio-giugno. Tuttavia, è stata parziale e i rischi che si affievolisca sono alti, lasciando l’attività su livelli compressi. Il freno post-lockdown è la domanda che resta bassa.

Attività ancora compressa. La produzione industriale a giugno ha registrato appena un +3,9% (stime CSC), dopo il buon recupero di maggio (e il -43,1% a marzo-aprile): il numero cui guardare è il -16,9% dai livelli pre-Covid, ricordando che i dati recenti potranno essere rivisti fortemente per ragioni tecniche. Il PMI (Purchasing Managers’ Index) continua a indicare a giugno che, nonostante la possibilità di riapertura ormai completa, la risalita resta parziale sia nell’industria (47,5) che nei servizi (46,4).

Domanda interna fredda. A luglio la fiducia dei consumatori ha perso terreno e resta molto bassa; nonostante un rimbalzo, i consumi sono al -15% annuo a giugno (stime Confcommercio). Parziale la risalita della fiducia delle imprese; i giudizi sulle condizioni per investire restano negativi nel 2° trimestre, pur meno sfavorevoli; le attese sugli investimenti indicano ulteriore calo (Banca d’Italia).

Export in risalita. L’export di beni è ripartito a maggio (+34,6%), ma ancora molto sotto i livelli pre-Covid (-26,1%). Le vendite italiane hanno recuperato rispetto a quelle di Germania e USA. Tengono nei farmaceutici, meno negli alimentari, sono quasi dimezzate in autoveicoli e abbigliamento. Molto deboli i principali mercati. Un graduale miglioramento è segnalato dagli ordini esteri del PMI (44,5 a giugno)

Lavoro debole. A maggio gli occupati sono calati ancora (-84mila), ma la ricerca attiva di lavoro ha iniziato a risalire (+307mila), buon segnale in prospettiva. Ci si attende per gli occupati ulteriore discesa ma l’ampio ricorso alla CIG continuerà a salvaguardare posti di lavoro, aggiustando le ore lavorate.


Le illusioni ottiche dei dati sulla congiuntura italiana

Variazioni molto positive a maggio. I dati ISTAT relativi a maggio hanno mostrato una dinamica estremamente positiva di molti indicatori congiunturali. Le variazioni sono impressionanti per entità e non hanno precedenti nelle serie storiche: la produzione industriale è aumentata del 42%, la produzione nelle costruzioni del 168%, l’export del 35%.

Che significa? Non si tratta, naturalmente, di un boom economico, tutt’altro. La domanda interna è ancora molto debole, frenata da incertezza e perdita di potere d’acquisto per milioni di famiglie. Quella estera è depressa, specie a causa della diversa tempistica - rispetto all’Italia - con la quale si sta diffondendo il Covid-19 presso molti paesi nostri partner commerciali, che costringe vari governi a imporre misure di lockdown per frenare i contagi. Il commercio internazionale, diminuito di circa il 25% tra marzo e aprile, non ha mostrato una gran ripresa in seguito.

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