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ultimo aggiornamento 04/26/2021
Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
In questa sezione tutti gli aggiornamenti sullo stato del Piano Nazionale
"Il Piano - spiega il presidente del Consiglio, Mario Draghi - si articola in 6 Missioni e 16 Componenti, beneficia della stretta interlocuzione avvenuta in questi mesi con il Parlamento e con la Commissione Europea, sulla base del Regolamento RRF. Le sei Missioni del Piano sono: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute. Il Piano è in piena coerenza con i sei pilastri del NGEU e soddisfa i parametri fissati dai regolamenti europei, con una quota di progetti ‘verdi’ pari al 38 per cento del totale e di progetti digitali del 25 per cento.

Il 40 per cento circa delle risorse del Piano sono destinate al Mezzogiorno, a testimonianza dell’attenzione al tema del riequilibrio territoriale. Il Piano è fortemente orientato all’inclusione di genere e al sostegno all’istruzione, formazione e occupazione
dei giovani e contribuisce a ciascuno dei sette progetti di punta (European flagships) della Strategia annuale sulla crescita sostenibile dell’UE. Gli impatti ambientali indiretti sono stati valutati e la loro entità minimizzata in linea col principio del “non arrecare danni significativi” all’ambiente (“do no significant harm” – DNSH) che ispira il NGEU.

Il Piano comprende un ambizioso progetto di riforme. Il governo intende attuare quattro importanti riforme di contesto – pubblica amministrazione, giustizia, semplificazione della legislazione e promozione della concorrenza. Inoltre, sono previste iniziative di modernizzazione del mercato del lavoro; di rafforzamento della concorrenza nel mercato dei prodotti e dei servizi. È prevista infine una riforma fiscale, che affronti anche il tema delle imposte e dei sussidi ambientali.

Il PNRR è parte di una più ampia e ambiziosa strategia per l’ammodernamento del Paese. Il governo intende aggiornare e perfezionare le strategie nazionali in tema di
sviluppo e mobilità sostenibile; ambiente e clima; idrogeno; automotive; filiera della salute.
L’Italia deve combinare immaginazione e creatività a capacità progettuale e concretezza. Il governo vuole vincere questa sfida e consegnare alle prossime generazioni un Paese più moderno, all’interno di un’Europa più forte e solidale."

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Le Comunicazioni del Presidente Draghi in Parlamento

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Le osservazioni di Confindustria

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Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), esaminato dal Consiglio dei Ministri il 24 aprile e trasmesso al Parlamento in vista dell’invio alla Commissione europea, si snoda su tre assi strategici:
1) digitalizzazione e innovazione;
2) transizione ecologica;
3) inclusione sociale (parità di genere, giovani e divari territoriali).

Risulta dunque confermata l’impostazione di fondo della bozza del 12 gennaio, cioè di un Piano che punta, da un lato, ad accelerare i processi di transizione e modernizzazione del tessuto produttivo e, dall’altro, a “ricucire” i divari che caratterizzano il Paese, riparando, al contempo, i danni economici e sociali della crisi pandemica. Corretta l’analisi della situazione del Paese: bassa crescita, che ha inciso in modo particolarmente negativo su poveri, giovani e donne, determinata da una bassa dinamica della produttività. Questa è dovuta al non aver colto la rivoluzione digitale, specie nel settore pubblico, a una crescita insufficiente degli investimenti pubblici e privati e all’incapacità di portare avanti alcune riforme strutturali (es. in materia di giustizia e di concorrenza).

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Scarica la versione integrale del Piano

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