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Ufficio Fisco e diritto d'impresa

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ultimo aggiornamento 05/20/2021
Sportello TARI

Dal 1° gennaio 2021 sono entrate in vigore alcune modifiche al Testo Unico dell'Ambiente (D. Lgs. 152/2006) che comportano una revisione delle modalità e dei limiti all'applicazione della tassa comunale sui rifiuti TARI per le aziende industriali con capannoni di produzione.
Le modifiche prevedono:

    • l'esclusione totale dalla tassazione delle superfici dove avvengono le lavorazioni industriali, comprese quelle relative ai magazzini di materie prime, semilavorati e merci in quanto producono rifiuti speciali; rimangono tassabili solo gli uffici, spogliatoi, mense ecc. che invece producono rifiuti urbani (es. carta, plastica, vetro, rifiuti specificatamente individuati nell’allegato L quarter riportato in calce). Per ottenere l’esclusione dalla tassazione delle aree ora non più comprese nell’ambito della TARI (aree di lavorazione e magazzini) le imprese dovranno comunicare ai comuni le metrature di tali superfici, specificando l'uso a cui sono adibite.
    • la possibilità di uscire completamente dal servizio pubblico, conferendo anche i rifiuti urbani ad un soggetto autorizzato che provvede ad inviare i rifiuti al recupero, rilasciando apposita attestazione. in questo caso, sulle superfici in cui si producono rifiuti urbani (uffici, mense, spogliatoi ecc.), è dovuta solo la parte fissa della tariffa, mentre non sarà più addebitata all’impresa la parte variabile della TARI. Per potere esercitare questa scelta occorre inviare apposita comunicazione al comune entro il 31 maggio.

Rimane invariato il criterio di tassazione delle superfici per le attività commerciali e per le attività industriali diverse da quelle manifatturiere.


SUPERFICI ESCLUSE DALLA TARI
Per effetto delle nuove definizioni di rifiuti urbani e di rifiuti speciali, nonché delle categorie che li producono, comparate con le disposizioni applicative della TARI, si desume che sono sempre e totalmente escluse dall' assoggettamento all'intera TARI (quota fissa e quota variabile della tariffa) le superfici produttive delle aziende industriali (capannoni di produzione, laboratori, ecc.) in quanto in queste superfici si formano per definizione rifiuti speciali (non più assimilabili agli urbani con delibera comunale), al cui smaltimento sono tenuti a provvedere a proprie spese e responsabilità i relativi produttori .
Sono altrettanto esclusi dall' assoggettamento all'intera TARI (quota fissa e quota variabile della tariffa) tutti i magazzini inseriti nei complessi produttivi aziendali contenenti materie prime, di merci e di prodotti finiti.
Restano inoltre escluse dalla TARI le superfici che ospitano attrezzature impiantistiche, centrali termiche, cabine elettriche, vani ascensori/ montacarichi, locali destinati a stagionatura o essiccazione delle merci, celle frigorifere, silos e simili, in quanto in queste superfici non si producono rifiuti urbani.
Restano escluse dalla TARI altresì le superfici aziendali esterne, in quanto queste aree sono “pertinenze” delle superfici interne dove avvengono le lavorazioni industriali. In particolare, risultano escluse, come già riportavano molti regolamenti Comunali, le aree aziendali adibite all'ingresso ed al transito dei veicoli, come anche i parcheggi (gratuiti) dei dipendenti e visitatori.
Sulla base della precedente normativa potevano essere tassate le superfici esterne “operative”, ovvero aree nelle quali avvengono specifiche fasi lavorative con produzione in loco di rifiuti speciali “assimilati”.
Da quest'anno anche queste superfici esterne “operative”, se pertinenziali di attività industriali, sono produttive di rifiuti speciali non più assimilabili, e come tali escluse dalla TARI.

SUPERFICI ASSOGETTATE ALLA TARI
Sono soggette alla TARI (quota fissa e quota variabile) le aree di aziende industriali che possono produrre rifiuti urbani a fronte dell'effettuazione (anche potenziale) da parte del servizio pubblico comunale della raccolta e smaltimento dei rifiuti prodotti in tali aree.
Queste aree sono gli uffici amministrativi e tecnici, le sale campionarie, gli spacci aziendali, i locali igienici e gli spogliatoi, le aree ristoro, mense-refettori, infermerie e locali similari.
Su queste superfici verrà calcolata la TARI con l'applicazione delle tariffe corrispondenti ad attività simili per loro natura o per tipologia di rifiuti prodotti. Di conseguenza, salve le valutazioni dei singoli Comuni, riteniamo che possa essere applicata generalmente la tariffa della categoria 11 dell’allegato L-quinquies “Uffici, agenzie, studi professionali”, tranne che per le mense o i refettori aziendali, alle quali può essere applicata la tariffa della categoria 22 “Mense, birrerie, hamburgherie”, mentre per le sale campionarie o espositive potrebbe essere applicata la categoria 6 “Esposizioni, autosaloni” e per gli spacci aziendali le categorie 13 “negozi abbigliamento, calzature, librerie, ecc.” oppure 15 “Negozi particolari quali filatelia, tende e tessuti, tappeti, ecc.”.
I rifiuti provenienti da queste superfici e conferibili al servizio pubblico sono quelli individuati precisamente nell’allegato L-quater del D. Lgs. 116/2020 (riportato di seguito).

DENUNCIA DI VARIAZIONE AI FINI TARI
Qualora le aziende rientrino nelle esclusioni per effetto delle modifiche normative sopracitate deve essere presentata al Comune o al Concessionario per la riscossione una denuncia di “Variazione delle superfici utilizzate ai fini TARI dal 1° gennaio 2021” dove, in relazione alle novità introdotte dal D. Lgs. 116/2020 e alla Circolare ministeriale del 12.04.2021, si indichino:
a) le superfici aziendali tassabili, suddivise in:
- uffici e servizi;
- mense/refettori/locali ristoro;
- eventuali sale campionarie / esposizioni;
- eventuali spacci aziendali;
b) le superfici interne adibite alle varie fasi produttive (intassabili);
c) le superfici interne dei magazzini di materie prime, merci e prodotti finiti (intassabili).
Si consiglia di verificare con il Comune la modulistica per la denuncia di variazione. Nel caso non fosse previsto uno specifico modello è possibile utilizzare quello allegato. Si ritiene opportuno allegare alla denuncia una planimetria degli edifici aziendali con l'indicazione delle tre tipologie di funzioni sopra richiamate.

FACOLTA' DI CONFERIRE I RIFIUTI URBANI AL DI FUORI DEL SERVIZIO PUBBLICO
Fermo restando l’obbligo di conferire i rifiuti speciali (compresi tutti i rifiuti provenienti da aree aziendali detassate ai fini TARI) ad un operatore privato, il D. Lgs. 116/2020 ha inoltre previsto la possibilità di scelta di conferire anche i propri rifiuti urbani al di fuori del servizio pubblico e quindi ad un operatore privato.
La scelta di non servirsi del servizio pubblico deve essere comunicata al proprio Comune anticipatamente, entro il 31 maggio di ciascun anno e per un periodo non inferiore a 5 anni, fatta salva la possibilità di ritornare al servizio pubblico prima della scadenza, mediante specifica richiesta, che il gestore pubblico “può accogliere”.
La comunicazione di fuoriuscita dal servizio comunale va fatta richiamando la facoltà prevista dall' articolo 198, comma 2 bis del D. Lgs. 152/2006, come rinnovato dal D. Lgs. 116/2020 e dimostrando mediante attestazione rilasciato dal soggetto smaltitore, l’attività di recupero dei rifiuti stessi.
La comunicazione, relativa alla scelta di affidarsi a un gestore alternativo a quello del servizio pubblico, deve riportare le tipologie e le quantità dei rifiuti urbani prodotti oggetto di avvio al recupero ed ha valenza a partire dall’anno successivo a quello della comunicazione.
La valutazione di non avvalersi del servizio pubblico comunale va fatta caso per caso
in quanto non sempre la scelta di un servizio privato comporta un risparmio rispetto al conferimento a quello pubblico dovendo comunque l’azienda versare tutta la quota fissa (per le attività industriali è dovuta sulle superfici destinate a uffici, spogliatoi, mensa ecc..) e rispettare tutti gli adempimenti e le responsabilità aziendali per la gestione degli obblighi di comunicazione e tracciamento di questi rifiuti.
Si consiglia di verificare con il Comune la modulistica per la comunicazione. Nel caso non fosse prevista è possibile utilizzare il modello allegato.


MODALITA’ DI CONFERIMENTO E GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI

I rifiuti urbani aziendali possono essere conferiti sia attraverso la raccolta differenziata organizzata porta a porta o attraverso contenitori messi a disposizione dell’Azienda, sia attraverso conferimento al Centro di raccolta Comunale o intercomunale. In questo caso l’Azienda deve essere iscritta all’Albo Gestori Ambientali nella categoria 2 bis in qualità di “raccoglitori e trasportatori dei propri rifiuti”. Il trasporto di rifiuti urbani non deve essere accompagnato dal formulario dei rifiuti (FIR) ai sensi dell’art. 193 comma 7 del Dlgs 152/2006 ma, nel caso di trasporto in conto proprio, si consiglia comunque di accompagnare i rifiuti con un documento di trasporto, se non con il FIR stesso, al fine di attestarne la destinazione. Inoltre, i rifiuti urbani non devono essere annotati nel registro di carico/scarico rifiuti e non devono essere dichiarati nel MUD annuale.

GESTIONE AMMINISTRATIVA DEI RIFIUTI SPECIALI

Rimangono invariate le modalità di gestione dei rifiuti speciali intese come rispetto del deposito temporaneo, tenuta del registro di carico e scarico, utilizzo e tenuta del formulario identificativo dei rifiuti (FIR) e dichiarazione annuale (MUD). Sono fatte salve anche le relative rispettive esenzioni previste sempre dal Testo Unico Ambientale.

Lo sportello TARI di Confindustria Verona garantisce alle imprese associate un canale preferenziale di accesso nei rapporti con i Comuni della Provincia di Verona o con i concessionari della riscossione dei tributi per la risoluzione di problematiche inerenti la TARI.

Attraverso lo sportello l’impresa associata potrà:
- ricevere consulenza sulla normativa;
- ricevere assistenza diretta nella predisposizione della modulistica connessa agli adempimenti per denuncia di variazioni, nuove utenze e richieste di riduzioni;
- prendere appuntamento con i funzionari degli uffici comunali competenti per la risoluzione di eventuali pratiche/problematiche di difficile soluzione;
- usufruire del canale preferenziale instaurato dall'Associazione con gli uffici tributi locali dei Comuni della Provincia di Verona.


Le imprese interessate possono contattare l'Ufficio Fisco e diritto d'Impresa al numero 045 8099442 o all'indirizzo email fiscale@confindustria.vr.it

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