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ultimo aggiornamento 09/15/2020
Italia: recupero tormentato, deboli i servizi Eurozona tra luci e ombre, bene gli emergenti - Settembre 2020
Italia: rimbalzo parziale e tormentato nel 3° trimestre, con i servizi deboli e l’industria ancora sotto ritmo. Recupero lento della domanda interna ed export atteso in frenata, tiene l’occupazione, prestiti per liquidità in forte crescita e tassi di interesse ai livelli pre-Covid. Eurozona in ripresa tra luci e ombre, ancora incertezza su Brexit, USA ancora deboli ma emergenti in risalita, sugli scambi mondiali segnali contrastanti e petrolio di nuovo in calo.
L'economia italiana in breve

Rimbalzo parziale. Gli ultimi dati sull’economia italiana inducono a confermare che nel 3° trimestre si registrerà una risalita del PIL di circa il +9,0%, contenuta rispetto al crollo nel 1° e 2° (-17,6%). L’attività resta quindi compressa molto sotto i livelli pre-Covid. Nel 2020 il PIL si attesterà tra -10 e -11%.

Servizi in difficoltà. Il PMI nei servizi (Purchasing Managers’ Index) ha segnalato un nuovo calo dell’attività in agosto (47,1), confermando i rischi di una lenta risalita. Il settore turistico ha subito una forte flessione nei mesi estivi (-50% di presenze, -70% le città d’arte; stime Federalberghi).

Industria ancora sotto ritmo. La produzione a luglio ha recuperato come atteso (+7,4%), ma in agostosettembre è prevista in media una stabilizzazione (stime CSC): ciò conduce nel 3° trimestre poco sopra il +20%, ma a -10% dai livelli pre-Covid. Il PMI in agosto (53,1) fornisce segnali positivi sulla domanda.

Domanda interna: recupero lento. In agosto la fiducia dei consumatori è risalita appena e resta bassa. I consumi privati (-11,3% nel 2° trimestre) saranno frenati da incertezza e perdite di reddito. Apprezzabile ma parziale fino ad agosto la ripresa della fiducia delle imprese. Gli ordini interni dei produttori di beni di consumo e di investimento confermano un moderato recupero nel 3° trimestre.

Export atteso in frenata. L’export di beni ha recuperato a giugno (+14,2%), pur molto sotto i livelli preCovid (-15,0%). Risalita eterogenea tra settori e mercati: dinamica positiva per gli alimentari, forte caduta nei mezzi di trasporto; in miglioramento le vendite in Germania, Cina e Giappone, si amplia la contrazione negli USA. Prospettive incerte: indeboliti in agosto gli ordini esteri del PMI manifatturiero.

Tiene l’occupazione. A luglio gli occupati sono aumentati (+85mila), ma restano in calo da febbraio (-471mila). Prosegue la risalita del numero di persone alla ricerca attiva di lavoro, crollato durante il lockdown. L’occupazione continuerà a tenere fino a fine anno, salvaguardata dall’ampio ricorso alla CIG.


Revisione della strategia FED: una sfida per la BCE

Cosa ha modificato la FED? Nel documento sulla nuova strategia di politica monetaria FED, le modifiche formali sono due: portare l’inflazione al +2,0% nel medio termine, non più puntualmente nel breve; reagire alla carenza di occupati rispetto ai massimi (ovvero a un’ampia disoccupazione), non a un eventuale eccesso. Inoltre, si riconosce la difficoltà creata dal lower bound a zero sui tassi e la rilevanza di preservare un sistema finanziario stabile.

Tassi già al minimo. Prima dell’inizio della pandemia, a metà 2019, la FED aveva già utilizzato parte dello spazio di intervento sul tasso ufficiale. A marzo 2020, poi, ha tagliato di nuovo il tasso a zero. Ora su questo strumento non ha più spazi per stimolare l’economia. Anche per questo la FED ha voluto lanciare un segnale espansivo ai mercati, con la revisione della sua strategia. La BCE si trova in una situazione analoga. Per tale motivo entrambi gli istituti usano e hanno usato molto gli strumenti “non convenzionali”, come il QE che agisce sui tassi a medio-lungo termine

In allegato è disponibile il documento completo.

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