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Ufficio Internazionalizzazione, Europa e Trasporti

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Internazionalizzazione
ultimo aggiornamento 11/03/2021
Novembre 2021

Partendo dalla Rassegna Stampa quotidiana a cura della Delegazione UE di Confindustria, ogni mese facciamo il punto sui principali temi trattati in Europa di significativo impatto per le imprese italiane. Desideriamo fornire una chiave di lettura per interpretare i trend comunitari e le indicazioni strategiche di Bruxelles, per cogliere al meglio le opportunità derivanti dall’integrazione europea comprendendo gli scenari che si prospettano all'orizzonte.


Finalizzazione di Basilea 3 – proposte della CE >>>
Basilea 3 è lo schema di regolamentazione internazionale per il rafforzamento delle banche e dei sistemi bancari.

Il pacchetto di proposte presentato dalla CE include (testi in allegato):
•una proposta legislativa che modifica il regolamento sui requisiti di capitale (regolamento (UE) 575/2013)
•una proposta legislativa che modifica la direttiva sui requisiti di capitale (direttiva 2013/36/UE)
•una proposta legislativa che modifica il regolamento sui requisiti di capitale nel settore della risoluzione (cd. "daisy chain")
Questo il link con la documentazione completa.

Durante la conferenza stampa, il VP Dombrovskis e la Commissaria McGuinness hanno dichiarato che il pacchetto riflette gli accordi presi a livello internazionale, con l’obiettivo di preservare la stabilità finanziaria, garantendo allo stesso tempo flessibilità, proporzionalità e gradualità nell’implementazione delle regole. In particolare, vengono tenute in considerazione le specificità europee, il contesto post-pandemico e la necessità di sostenere la ripresa senza contrarre l’accesso al credito, il ruolo delle PMI, con la riconferma del PMI Supporting Factor.

Altro tema chiave è quello della sostenibilità. Facendo seguito al recente Piano d’azione sulla finanza sostenibile, la Commissione ritiene necessario integrare maggiormente i rischi ESGs nel quadro prudenziale UE, con l’obiettivo di preservare la stabilità finanziaria e sostenere la transizione verde.

Il VP e la Commissaria hanno sottolineato come l’UE sia la prima giurisdizione a presentare una proposta su Basilea III. Per questo saranno in contatto con US e UK, che non hanno ancora presentato una proposta, per coordinarsi e garantire un level playing field a livello internazionale.

Le nuove regole entreranno in vigore nel gennaio 2025.
Proroga e adeguamento del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato >>>
Il 18 novembre, la Commissione europea ha deciso di prorogare di 6 mesi la validità del Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, che resterà, dunque, in vigore fino al 30 giugno 2022.
La stessa Commissione ha deciso anche di adeguare l’attuale schema, apportando delle modifiche al testo.
Di seguito le principali novità:

· Adeguamento massimali di aiuto: i massimali della Sezione 3.1 sono aumentati a 2,3 milioni di euro (345 mila euro per le imprese operanti nel settore della pesca e dell’acquacoltura e 290 mila euro per quelle operanti nella produzione primaria di prodotti agricoli) e quelli della Sezione 3.12 a 12 milioni di euro. Si ricorda che i tetti sono da ritenersi riferiti all’”impresa unica”, come definita dall’articolo 2.2 del Regolamento UE n. 1407/2013;

· Introdotta la nuova Sezione 3.13 dedicata al sostegno per gli investimenti per una ripresa sostenibile. L’aiuto può agevolare solo i costi degli investimenti in attività materiali e immateriali (i costi relativi all'acquisto di terreni possono essere inclusi solo nella misura in cui sono parte di un investimento per la produzione di beni o la prestazione di servizi) e sono esclusi investimenti finanziari. L'importo massimo dell'aiuto individuale che può essere concesso all’impresa non supera, in linea di principio, l'1 % del bilancio totale disponibile per tale regime, salvo in situazioni che dovranno essere debitamente giustificate dallo Stato membro. L'intensità di aiuto non può superare il 15 % dei costi ammissibili. Sono previste maggiorazioni del 20% per le piccole imprese e del 10% per le medie imprese, e per le zone ammesse alle deroghe dell’articolo 107.3.a e 107.3.c del TFUE l'intensità di aiuto può essere aumentata dell'intensità di aiuto stabilita nella Carta degli aiuti a finalità regionale in vigore al momento della concessione dell'aiuto nella zona interessata. L'importo complessivo dell'aiuto concesso non supera i 10 milioni di euro per impresa. Questo strumento è a disposizione degli Stati membri fino al 31 dicembre 2022;

· Introdotta la nuova Sezione 3.14 dedicata a misure di sostegno alla solvibilità per mobilitare fondi privati e renderli disponibili per investimenti nelle piccole e medie imprese e nelle piccole imprese a media capitalizzazione. Gli Stati membri possono concedere garanzie a intermediari finanziari privati su investimenti di portafoglio, effettuati tramite fondi di investimento, nella forma di partecipazioni, debito subordinato o altre forme di quasi-equity, comprese le partecipazioni senza diritto di voto o i prestiti partecipativi. L’aiuto può essere concesso sotto forma di garanzie di durata fino a otto anni, indipendentemente dallo strumento sottostante. In caso di garanzie sugli strumenti di debito, la durata non deve superare la scadenza dello strumento di debito sottostante. L'importo totale dei finanziamenti concessi coperti dalla garanzia non supera 10 milioni di euro per impresa. Questo strumento è a disposizione degli Stati membri fino al 31 dicembre 2023.

Il testo integrale della sesta modifica al Quadro temporaneo e la versione consolidata sono disponibili al seguente link.

Direttiva Network and Information Security (NIS 2) >>>
Al fine di modernizzare il quadro europeo sulla sicurezza cibernetica, la Commissione europea ha proposto la revisione dell’attuale normativa sul tema con la proposta di direttiva NIS 2, la cui relazione è stata adottata dalla commissione parlamentare ITRE. Contestualmente all’approvazione, i deputati hanno approvato la decisione di aprire i negoziati con il Consiglio. Il mandato per le negoziazioni sarà annunciato in plenaria il prossimo 10 novembre.

Il testo legislativo approvato dalla commissione ITRE prevede il rispetto da parte degli Stati membri di nuove misure di controllo e di enforcement, nonché una maggiore armonizzazione dei regimi sanzionatori nazionali.

La nuova normativa estende inoltre il campo d’applicazione a nuovi settori e soggetti giuridici.

I "settori essenziali", come quello dell’energia, dei trasporti, delle banche, della salute, delle infrastrutture digitali, della pubblica amministrazione e dello spazio, sono coperti dai nuovi obblighi di cybersicurezza. Inoltre, le nuove norme tutelano anche i cosiddetti "settori importanti", quali i servizi postali, la gestione dei rifiuti, i prodotti chimici, gli alimenti, la produzione di dispositivi medici, l'elettronica, i macchinari, i veicoli a motore e i fornitori digitali. Nel campo d’applicazione della nuova direttiva proposta, sono comprese tutte le imprese di medie e grandi dimensioni dei settori selezionati.

Infine, il testo adottato dalla commissione ITRE fornisce nuovi strumenti di controllo agli Stati membri, stabilisce un quadro per una migliore cooperazione e condivisione delle informazioni tra le diverse autorità e gli Stati membri e crea un database europeo delle vulnerabilità. (comunicato stampa).
Nuova Politica Agricola Comune >>>
Con il via libera del Parlamento europeo ai tre regolamenti relativi alla Politica Agricola Comune, si apre la strada all'entrata in vigore dal primo gennaio 2023 della nuova PAC, che cerca di adattarsi al Green deal e ai nuovi obiettivi climatici, e che conta oltre un terzo delle risorse del bilancio europeo a lungo termine: fino al 2027 sono stati stanziati 387 miliardi di euro, di cui 270 miliardi di aiuti diretti agli agricoltori.

La riforma prevede maggiore monitoraggio sul rispetto delle regole europee e conseguenti sanzioni per chi viola le norme sul lavoro nel settore agricolo, un fondo da 460 milioni euro l’anno usufruibile da parte degli agricoltori in caso di shock economici e instabilità del mercato, un sostegno alle PMI agricole e ai giovani agricoltori e maggiore impegno sul versante della tutela della biodiversità.
I paesi membri dovranno garantire che almeno il 35% del bilancio per lo sviluppo rurale e almeno il 25% dei pagamenti diretti siano destinati a misure ambientali e climatiche.

L’intero processo decisionale e la gestione dei fondi passano sotto il controllo degli Stati membri, tanto che in molti contestano che si possa ancora chiamarla “comune”.

(Parlamento europeo)(Euractiv)(Eunews)(Euronews)
Global gateway: la Belt and Road europea >>>
L'Unione europea intende stanziare 300 miliardi di euro sui progetti infrastrutturali della Global Gateway, che puntano a essere alternativi rispetto alla Belt and Road Initiative (BRI) della Cina.

Secondo una bozza della Commissione, l’UE vorrebbe stimolare gli investimenti privati nel progetto, per sviluppare una nuova piattaforma di collaborazione incentrata in particolare sull'Africa, un Continente chiave per il futuro energetico e tecnologico del pianeta, sul quale anche Pechino negli ultimi decenni ha puntato con molta lena.

Stando alle indiscrezioni emerse a mezzo stampa, i 300 miliardi da investire entro il 2027 proverrebbero da risorse UE, da stanziamenti degli Stati membri e da fondi delle istituzioni finanziarie europee.

I progetti dovrebbero essere valutati sulla base di "valori" e seguendo criteri "etici", per offrire un'alternativa positiva e democratica allo sviluppo globale delle infrastrutture, come volano per garantire stabilità internazionale e cooperazione.

Global Gateway dovrà tuttavia recuperare molto terreno perduto rispetto alla BRI cinese, che è stata lanciata ormai otto anni fa e che può contare su accordi infrastrutturali con moltissimi paesi per quasi 900 miliardi di euro

(Financial Times)(Handelsblatt)
Quadro di valutazione delle materie prime >>>
Ieri la Commissione ha presentato il 3° Quadro di valutazione delle materie prime, che presenta un'analisi approfondita delle loro catene di approvvigionamento, della loro competitività e dei flussi commerciali.

Il 3° Quadro di valutazione delle materie prime, un'iniziativa del partenariato europeo per l'innovazione (EIP) sulle materie prime, si concentra su quattro gruppi principali di materie prime, essenziali per diversi settori chiave dell'economia europea, come l'industria automobilistica, elettronica o manifatturiera, che dipendono dal loro approvvigionamento sicuro: materiali, metalli, legno e minerali industriali.

Tra i risultati, il rapporto conferma che l'Europa è in ritardo e ha alti livelli di dipendenza da altre regioni per la produzione di determinate materie prime, mentre la produzione interna di materie prime garantisce posti di lavoro e valore aggiunto nell'UE. I risultati di questo Quadro confluiranno nell'attuazione del Piano d'Azione per le materie prime critiche 2020 e sosterrà il lavoro dell'Alleanza europea per le materie prime.

(3° Quadro)(Agence Europe)
Conferenza sul futuro dell'Europa >>>
La Conferenza sul futuro dell'Europa (CoFE) è un'iniziativa lanciata congiuntamente da Parlamento europeo, Consiglio UE e Commissione europea per consentire ai cittadini europei di esprimere pareri, opinioni e visioni sul futuro dell'Europa. La Conferenza dovrebbe concludersi entro la primavera del 2022.

Gli organizzatori della Conferenza hanno identificato 9 temi prioritari: cambiamento climatico e ambiente; salute; un’economia più forte, giustizia sociale e occupazione; Unione Europea nel mondo; valori e diritti, Stato di diritto e sicurezza; trasformazione digitale; democrazia in Europa; migrazione; ed infine, educazione, cultura, gioventù e sport.

BusinessEurope sta seguendo attivamente i lavori della CoFE. Il 20 ottobre, ha pubblicato un documento di posizione in cui esprime il suo sostegno agli obiettivi della Conferenza e richiama l’importanza di concentrare i dibattiti su alcuni temi più urgenti, tra cui la necessità di creare un’economia europea più forte e resiliente e di rafforzare il ruolo dell’UE come attore globale. Tuttavia, BusinessEurope ha espresso alcuni dubbi sulla capacità della Conferenza di produrre esiti concreti, sul rischio di creare aspettative e false speranze nei cittadini europei e sulla portata politica che potranno assumere le raccomandazioni finali che dovranno essere formulate in modo da assicurarne la fattibilità politica, economica e giuridica.





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